Discorso del Vescovo di Cefalù
S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante
Indirizzo di saluto ai Vescovi, ai Sacerdoti e ai partecipanti
alla XXXIV Giornata Sacerdotale Mariana
Gibilmanna, Santuario di Maria Santissima di Gibilmanna
4 giugno 2026
Saluto anzitutto gli Eccellentissimi Vescovi Mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana e Mons. Corrado Lorefice, arcivescovo metropolita di Palermo;
Eccellenze Reverendissime, carissimi confratelli nel sacerdozio;
Signor Sindaco di Cefalù e nuovo eletto Signor Sindaco di Gratteri, Autorità civili e militari;
Carissimi Fratelli Cappuccini;
con profonda gioia e sincera gratitudine vi rivolgo il mio più cordiale benvenuto in questo amato Santuario di Maria Santissima di Gibilmanna, cuore spirituale della nostra Chiesa Cefaludense e luogo privilegiato di incontro con il Signore attraverso la materna presenza della Vergine Maria.
La vostra presenza oggi, in occasione della Giornata Mariana, rende ancora più significativa questa celebrazione che ci raccoglie attorno alla Madre del Signore, patrona celeste della nostra diocesi.
Questo Santuario, adagiato sulle pendici di Pizzo Sant’Angelo, nel cuore delle Madonie, è molto più di una meta di pellegrinaggio. Esso rappresenta una sorgente di spiritualità per l'intera diocesi, un luogo nel quale generazioni di fedeli hanno imparato a leggere la propria vita alla luce del Vangelo. La presenza secolare dei Frati Minori Cappuccini, custodi di questo luogo santo da quasi cinque secoli, ha fatto di Gibilmanna una scuola di preghiera, di discernimento e di accoglienza. Qui il silenzio si fa ascolto della Parola, la fraternità si fa testimonianza evangelica e la carità si traduce in attenzione concreta verso i più fragili, come dimostrano le opere di accoglienza promosse anche nel territorio diocesano.
Papa Pio XII nel 1954 proclamò, Maria Santissima di Gibilmanna, Celeste Patrona della Diocesi di Cefalù, Ella accompagna il cammino del nostro popolo come segno di consolazione, di speranza e di unità.
In questa Giornata Mariana desideriamo contemplare Maria come pellegrina della fede. Dopo la risurrezione del Figlio, ella accoglie un cambiamento profondo: lascia le modalità con cui aveva vissuto il rapporto con Gesù nella sua esistenza terrena e si apre a una nuova missione. Diventa madre della comunità dei credenti, dimora spirituale del discepolo amato e della Chiesa nascente. Maria continua il suo pellegrinaggio nella fede, riconoscendo i segni della presenza del Risorto nella vita della comunità e sostenendo con il suo cuore materno la crescita del nuovo Corpo di Cristo.
Ella rimane fedele alla verità di se stessa, custodisce la Parola nel cuore, affronta le fatiche e le contraddizioni della storia e accompagna i discepoli nel cammino dell’unità. In questo modo realizza pienamente la missione affidatale dal Figlio: essere madre di tutti coloro che in Cristo vengono radunati nell'unica famiglia di Dio. Maria diventa così segno e strumento di quella comunione per la quale Gesù aveva pregato il Padre: «Che tutti siano una cosa sola».
Guardando a lei, non possiamo non riconoscere la sua presenza materna anche nel cammino sinodale che la nostra diocesi ha vissuto negli ultimi anni. Il XII Sinodo Diocesano, aperto il 28 novembre 2020 nella Basilica Cattedrale e concluso l'11 ottobre 2025, ha rappresentato un tempo di grazia e di rinnovamento ecclesiale. Sotto lo sguardo del Cristo Pantocratore e di Maria orante, abbiamo imparato a camminare insieme, ad ascoltarci reciprocamente, a discernere la volontà del Signore per il nostro tempo.
L'eredità più preziosa del Sinodo non consiste soltanto nelle decisioni assunte, ma soprattutto nello stile ecclesiale che abbiamo sperimentato: uno stile fondato sull'ascolto, sul dialogo, sulla corresponsabilità e sulla partecipazione di tutto il Popolo di Dio. È il cammino indicato da Papa Francesco e oggi confermato da Papa Leone XIV, un cammino che chiede alle nostre comunità di essere sempre più aperte, accoglienti e missionarie.
Maria ci accompagna in questo percorso come Madre e Maestra della Chiesa sinodale. Non è un caso che la tradizione della Chiesa siciliana la veneri come Odigitria, “Colei che indica la via”. Ella continua a mostrarci il sentiero della comunione, della fraternità e della missione.
Le riforme introdotte dal Sinodo non sono semplici cambiamenti strutturali.
Esse esprimono il desiderio di una Chiesa che sappia abitare il proprio territorio con rinnovato slancio evangelico, superando ogni isolamento e valorizzando i doni e i carismi di tutti i battezzati.
Affidiamo oggi alla Vergine di Gibilmanna questo cammino di attuazione sinodale. Chiediamole di custodire l'unità della nostra Chiesa, di sostenere il ministero dei pastori, di ravvivare la fede delle nostre comunità e di renderci testimoni credibili del Vangelo nel mondo contemporaneo.
A Lei, Madre della Chiesa e Stella dell'evangelizzazione, affidiamo il presente e il futuro della nostra diocesi.
Benvenuti, dunque, cari Vescovi e sacerdoti. Maria Santissima di Gibilmanna ci accolga sotto il suo manto e ottenga per tutti noi la grazia di essere autentici pellegrini della speranza e servitori fedeli del Vangelo.
Buona Celebrazione a tutti!


