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15/04/2019, 01:52



Messaggio-di-Pasqua-del-Vescovo-Giuseppe


 nel primo anniversario del Suo Ministero Episcopale in Diocesi




Carissimie diletti figli dell’amata Chiesa Cefaludense, 
lapace di Cristo Risorto regni nei vostri cuori!  

Questa è la prima Pasqua che celebro con voie per voi ed in questa circostanza anch’io vi dico: «Ho tanto desiderato mangiarequesta pasqua con voi»[1]. 
Questo ardente desiderio nasce dall’amore cheCristo Signore ha riversato nei vostri cuori fino a consegnare se stesso nelsacrificio della croce.  La mia felicità è immensa quando riesco acomunicarvi con semplicità e trasparenza quanto Dio vi ama.  La mia felicità siete voi perché rispondeteall’Amore con amore.  

Giovedì Santo. 
Quale immenso dono è l’Eucaristia!  
Lavigilia della sua passione, nel pane e nel vino, Gesù ci consegna tutto sestesso; il suo corpo, il suo sangue, il suo amore, la sua gloria divina. Il mio stupore, unito a timore, è grandequando celebro e contemplo che questo mistero d’amore si compie tramite le miepovere mani. Durante la celebrazione eucaristica vorrei tante volte nascondermie piangere di gioia per questo immenso dono consegnato alla mia povertà. Porto impressi nell’anima i vostri volti almomento di ricevere la santa Comunione.Volti di bambini che profumano d’innocenza,volti di anziani, a volte tanto curvi che non posso non chinarmi dinanzi allaloro fede, volti di giovani entusiasti della fede, il volto tirato e commosso diquanti si sentono indegni di accostarsi al dono della divina misericordia.Nel dialogo notturno durante l’adorazioneeucaristica si ripeterà per voi, ne sono certo, il miracolo della cena diEmmaus. I vostri occhi lo riconosceranno nello spezzare il pane. In un attimo la vostra vita sarà attraversatadal profumo di quel pane ancora caldo d’amore.         
Le parole di Gesù, tante volte ascoltate,cucite insieme dalla trama di un filo sottile che ha la sua origine nel cuoredel Padre, vi accenderanno una fiamma viva nutrita dallo Spirito, emormoreranno, come le onde del mare, un antico inno cantato da secoli dainostri padri: Ecco il pane degli angeli,pane dei pellegrini,vero pane dei figli:non dev’essere gettato. Con i simboli è annunziato,in Isacco dato a morte,nell’agnello della Pasqua,nella manna data ai padri. Buon pastore, vero pane,o Gesù, pietà di noi:nutrici e difendici,portaci ai beni eterninella terra dei viventi. Tu che tutto sai e puoi,che ci nutri sulla terra,conduci i tuoi fratellialla tavola del cielonella gioia dei tuoi santi.Amen. Alleluia.  

VenerdìSanto. Ilmomento più forte è il bacio della croce.  Ognuno si porta in processione la propriacroce e attraverso il bacio esprime la propria partecipazione ai patimenti diCristo.  Come il buon ladrone anch’iosento in quel momento di rubare l’amore di Cristo, ma proprio quel bacio midice che se non mi lascio lavare dal sangue delle sue ferite non sarò con luinel suo Regno. In quel momento è Cristo che bacia le nostre piaghe e, come buonsamaritano, versa sulle nostre ferite l’olio della consolazione e il vino dellasperanza. Il nostro bacio si concretizza nellasolidarietà verso i nostri fratelli sofferenti, novelli Cirenei che portano lacroce dietro a Cristo.Attraversando le strade delle nostre parrocchie,dietro a Cristo e alla sua Madre Addolorata, scriveremo con l’inchiostro delnostro dolore una via crucis inedita, nascosta tra le case dei nostri paesi ediremo tutto il coraggio di attraversare la vita aggrappati alla Croce. Bagnatedalle lacrime di Maria, possano rifiorire speranze sepolte nel dolore. SabatoSanto. Giornodel grande silenzio.  L’ora della Madre. Straziata dal dolore peril Figlio si aggrappò alla fede attendendo nella speranza l’alba dellaresurrezione. Maria veglia credendo, e crede pregando e così attraversò il buiodel dubbio. Riascoltiamo dall’antica preghiera della Chiesa d’Oriente un branodel dialogo tra la Madre e il Figlio: Al contemplarti giàmorto, Signore, la Madre pura piangendo esclamava:  -  Non t’attardare, mia vita, tra imorti.- Madre, non piangeresopra di me, pensando chiuso in un buio sepolcro l’eterno Figlio che desti allaluce. Risorgerò con potenza e splendore e innalzerò fino a gloria immortale chiper amore e con fede ti canta: Mostraci o Madre il Figlio tuo risorto!   

Domenicadi Resurrezione. 
Risorgere,ricostruire, ricominciare.  

Sono queste le parole che si ascoltano dopoil cordoglio per le vittime di disastri naturali. Anche nelle tragedie piùterribili l’ultima parola non si affida alla morte, ma alla vita.Il trionfo di Cristo, risorto da morte,infonda coraggio e rialzi in piedi quanti sono caduti nella trappola del male eporti il dono della pace in ogni casa, in ogni famiglia di tutti i popoli. Chiediamo al Signore che è risorto dalla suatomba sigillata di scuoterci e di farci risorgere oggi. Celebriamo la Pasqua rialzandoci dalle nostretristezze; lasciamo che si rotolino via le pietre di morte per ricostruire unaumanità nuova, riconciliata e solidale.

Il vostro Vescovo.
   
 ✠ Giuseppe Marciante

                                                                                                                         

[1] Lc 22,15.



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